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INTERVISTA (parte dell’articolo del 27 settembre):
Piemonte Autonomista con Gipo Farassino
Il 1989 e l’inizio della militanza in Piemonte Autonomista, fondato con Gipo Farassino. Il 1992 e la prima elezione a deputato (le altre nel ’94 e ’96). La candidatura a sindaco di Torino (’93) e presidente della Regione (’95). Il ministero delle Politiche europee nel governo Berlusconi (1994) e la leadership della Lega Nord Piemont (’96). Capogruppo alla Camera e punto di riferimento per Umberto Bossi, fino alla clamorosa rottura, nell’estate ’99: il Carroccio è in cattive acque e al Congresso di Varese Comino evidenzia la necessità di un’alleanza strategica con Forza Italia alle Regionali e sfida il Senatùr, candidandosi a segretario federale. Lo definiscono «traditore» ed è espulso dal partito (un mese dopo, Bossi fa proprio quell’accordo elettorale). L’ex ministro crea Futuro Nord e Autonomisti per l’Europa (ApE), ma la spinta si esaurisce.
La nuova avventura con Castelli
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Ma la politica bussa di nuovo alla porta. Cronaca dei mesi scorsi: con un altro ex ministro leghista, Roberto Castelli, si presenta quale coordinatore regionale del Partito Popolare del Nord. Racconta: «Sono stato osservatore esterno del divenire di una politica che non ha più prospettive per proposte autonomiste come quelle delle origini. Quando sono entrato in politica, sono stato fra i fondatori di Piemonte Autonomista, poi confluito nella confederazione della Lega Nord. Sono stato espulso dal partito quando ho detto a Bossi che non dovevamo isolarci, ma tentare un discorso con Berlusconi. Cosa che qualche mese dopo ha fatto». E ancora: «Il casus belli del mio rientro è legato a Roberto Gremmo, storico presidente di Piemonte Autonomista, con cui negli anni sono rimasto in rapporti mail e telefonici. Aveva saputo dell’intenzione di Castelli di fondare il Partito popolare del Nord, ci siamo incontrati a Torino io, lui, Castelli, Arrighini e Losi. Delineate le linee operative, ho accettato di dare una mano, per lavorare a caratterizzare il radicamento territoriale».