La Repubblica – Intervista a Castelli

Castelli:  “La Salvini premier ormai è un partito nazionalista quello in cui ho creduto non esiste più”.

L’ex ministro: “Dal Papeete in avanti al segretario non frega nulla del Nord. Hanno persino votato Roma Capitale in Costituzione”.

Domanda: Avrebbe mai immaginato di vederlo sul pratone in qualità di vicesegretario?
Risposta: «Il vento tirava verso destra. E ora le Lega di Vannacci e di Salvini si è decisamente spostata in quella direzione. Questo è diventata, un partito nazionalista»

D. Vannacci ha detto ai giovani salviniani “dobbiamo essere eredi di Charlie Kirk”. Condivide?
R. «Beh, dopo aver completamente abbandonato la questione settentrionale ormai la Lega è solo quella roba lì, un partito che sta su posizioni di destra come quelle di Kirk. Io non sono d’accordo su tutto quello che diceva il ragazzo, ma su diverse cose sì. Sono un uomo di destra, un conservatore che odia la cultura woke, ma ho sempre pensato che la Lega dovesse essere anche altro. E quell’altro non esiste più, purtroppo».

D. Che Pontida è quella che accoglie il generale tra gli applausi?
R. «È una Pontida snaturata. A Vannacci non frega niente della questione settentrionale, mi sembra un fatto sotto gli occhi di tutti. Così come dal Papeete in avanti non frega più nemmeno a Matteo Salvini. Stiamo parlando di un percorso in atto da anni ormai. Faccio un esempio: Pontida è a pochi metri dall’Adda e fra poco ben due ponti che attraversano il fiume saranno chiusi. Ma loro fanno il ponte sullo stretto di Messina. Guardi, non ha più alcun senso fare questo raduno».

D. Perché?
R. «È un inganno nei confronti dei leghisti ancora in buona fede. È un simulacro. Un evento del genere dovrebbe svolgersi a Grottaferrata, o in un’altra località del centro Italia. Almeno del centro Italia, se non del sud».

D. Non esagera?
R. «Non esagero. Il revanscismo centralista della Lega di Salvini e Vannacci è tutto lì da vedere. Vuole un altro esempio? Noi vecchi leghisti abbiamo sempre cercato di portare avanti l’autonomia secondo la Carta mentre oggi la Lega vota Roma Capitale in Costituzione. Ma di cosa stiamo parlando?».

D. Anche la sua Lombardia rischia di virare più a destra…
R. «I lombardi hanno ormai perso coscienza dei veri problemi della loro Regione, con le fabbriche che chiudono e un residuo fiscale da 54 miliardi. Contenti loro…»

D. Ha mai parlato con Vannacci?

R. «No, non lo conosco, non abbiamo mai parlato».

E ha mai parlato di Vannacci con Umberto Bossi?
«Per carità, Bossi non lo vedo da molto tempo, ci sentiamo ogni tanto ma
quando ci incontriamo per fortuna si parla d’altro».